Martina Franca

Rapine ad anziani a Taranto, Brindisi e Lecce: in manette zio e nipote

lunedì 15 gennaio 2018
Operazione “ I visitatori”: in manette due cittadini serbi.  

Rapine seriali ad anziani nelle province di Taranto, Brinidisi e Lecce. Con questa accusa sono finiti in manette zio e nipote , cittadini serbi. I carabinieri di Maruggio, coadiuvati nella fase esecutiva dai colleghi della Compagnia di Manduria e da un'unità antidroga del nucleo cinofili carabinieri di Modugno (Ba),  hanno dato esecuzione a 2 provvedimenti cautelari in carcere nei confronti di Miroslav Radosavljenic, 34enne, e Roberto Radosavljenic, 18enne, rispettivamente zio e nipote, abitanti a Faggiano (Ta). I due sono ritenuti responsabili a vario titolo, insieme a dei complici ancora da individuare,  di un’associazione per delinquere finalizzata a rapine e furti in abitazione, ricettazione, violazioni aggravate di domicilio, lesioni personali aggravate e falso.

Le indagini sono state avviate dai carabinieri della stazione di Maruggio lo scorso il 26 luglio, in seguito ad una rapina ai danni di una coppia di coniugi 90enni. In quell'occasione, nella casa dei due anziani aveva fatto irruzione un individuo che, dopo aver sferrato un pugno in pieno volto all’anziano e scaraventato per terra la moglie, aveva strappato dal collo dell’uomo una collanina in oro e dalle orecchie della donna degli orecchini, causando alle vittime tanto spavento e lievi ferite. Il malvivente, terminata l’azione delittuosa, si era poi dileguato insieme ad un complice a bordo di un’auto. I militari, allertati da una chiamata al 112, dopo aver acquisito le prime informazioni, hanno quindi preso in esame le immagini registrate dalle telecamere dislocate nel paese, riuscendo ad individuare una Renault Megane con targa tedesca risultata oggetto di furto.

Le ricerche del veicolo,  hanno poi permesso ai militari di rintracciare i due sospettati  il 2 agosto. Sottoposti a perquisizioni personale e veicolare, sono stati trovati in possesso di cappellini, guanti e due telefoni cellulari. Gli accertamenti sui telefoni hanno poi fatto il resto: mediante le celle di attivazioni delle utenze telefoniche, è stato accertato difatti che i due erano i responsabili della rapina avvenuta a Maruggio, nonché di altri reati analoghi in provincia di Taranto, di Brindisi e Lecce.

Nello specifico, ai due sono stati attribuiti un tentato furto in un'abitazione a Grottaglie (Ta), una rapina in abitazione a Surbo (Le), una rapina in abitazione San Pietro in Lama (Le), una rapina in abitazione a Copertino (Le), un furto in abitazione a Veglie (Le), una rapina in abitazione a Oria (Br) ed una rapina in abitazione a Latiano (Br). In particolare, gli arrestati, nelle rapine consumate in Copertino, Surbo e a Maruggio, sempre con lo stesso modus operandi, avevano malmenato con estrema ferocia le povere vittime, peraltro tutte anziane, lasciandole per terra dopo averle colpite con calci e pugni, per poi “arraffare” collane, orecchini ed anelli che portavano indosso.

I due malvuventi durante le fughe avevano sempre usato la Renault Megane, sulla quale però avevano applicato volta per volta targhe rubate. Nel corso delle indagini è stata anche sequestrata a Faggiano una Peugeot 306 con targhe tedesche, già pronta a sostituire la Megane.

La base operativa degli arrestati era proprio Faggiano (TA), luogo dove venivano pianificati i “colpi” e luogi di residenza degli arrestati. Grazie alle registrazioni e all'analisi delle celle telefiooniche, i militari sono riusciti a ricostruire i tragitti percorsi e le fasi ed i dettagli delle rapine e dei furti in abitazione. Secono quanto ricostruito, il “palo” era Miroslav, sempre in linea con gli esecutori materiali dei “colpi”, tra cui il nipote Roberto.

Il “bottino” ricavato dai colpi messi a segno dal sodalizio criminale, in tutto 6 rapine, di cui 1 nel tarantino (1.500 euro), 2 nel brindisino (3.700 euro) e 3 nel leccese (4.800 euro) e 2 furti di cui 1 nel tarantino (tentato) e 1 nel leccese (20mila euro)  nell’insieme, tra denaro contante e preziosi, principalmente in oro, ammonta a circa 30mila euro.

Al termine delle formalità di rito i due arrestati sono stati rinchiusi nella Casa Circondariale di Taranto. 

L’operazione eseguita dai militari della Stazione Carabinieri di Maruggio, è stata denominata  i “I visitatori” per la connotazione itinerante del modus operandi. 

 

 

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